Il Trevigiano nella Grande Guerra

 
 
 
 
 
 
 
Il Trevigiano nella Grande Guerra

Questa mostra offre, a circa un secolo dalla Grande Guerra, un'occasione importante per riflettere su quello che significò quell'evento, su ciò che la guerra riservò al trevigiano e che, ineluttabilmente, tutte le guerre portano con sé. Ecco allora visioni apocalittiche: i nostri paesi rasi al suolo, la Gipsoteca canoviana squarciata. le splendide ville e i loro affreschi frantumati, gli sfollati nelle baracche e, ancora, una Treviso che pochi ricordano, la Treviso di retrovia, colpita essa stessa dalla furia bellica, bombardata, presidiata da truppe e cannoni.
Una mostra fotografica eccezionale, scevra di richiami retorici, senza dubbio di grande valore educativo.

Dopo la prima esposizione nel salone del Palazzo dei Trecento, a Treviso, dal 7 al 25 Novembre 1998, la mostra è stata periodicamente riproposta, a richiesta, presso altre sedi.


 

 


IL PREZZO PAGATO DALLA MARCA TREVIGIANA
Una mostra fotografica sulla Grande Guerra presenta, di per sé, il pericolo di ripetere cose già viste o di reiterare mostre già in atto in questo ottantesimo anniversario di Vittorio Veneto. Si è resa specifica la mostra, da un lato, insistendo sulla localizzazione degli eventi nei luoghi della Marca più cari al nostro cuore di trevigiani. Dall'altro, si è incentrato il discorso sul rapporto tra la guerra e le popolazioni civili, vale a dire le vere vittime della guerra medesima. Naturalmente, è stato necessario partire da Caporetto per rendere comprensibile al visitatore il perché della guerra sul Piave, sul Grappa e sul Montello, ma, ripeto, il centro non è l'aspetto militare del conflitto, quanto la somma di dolori e sofferenze che essa provocò alla popolazione della Marca. Dolori umani dati dalla fame, dal profugato, dalle restrizioni proprie dei regimi militari immediatamente a ridosso delle linee del fronte; sofferenze che vennero dalla constatazione dell'enorme patrimonio che andava sperperato in quel tragico crogiolo, che era sì patrimonio fatto di case e di colture, di chiese e di opere d'arte, ma altresì di affetti. La memoria storica ambisce a ricostruire oggi la lacerata trama degli affetti di allora.
Prof. Ernesto Brunetta (Curatore della mostra)



I FOTOGRAFI DELLA GUERRA

Senza l'opera dei tanti fotografi del Genio e degli ufficiali dei vari corpi militari, loro stessi fotografi dilettanti che impressero nella pellicola o sulle lastre fotografiche quei drammatici momenti della Grande Guerra, oggi non potremmo rivivere quegli eventi con la forza e la pregnanza che ci viene proposta dalle immagini di questa mostra. Cosi i giovani arruolati nel Genio, come ad esempio Attilio Barbon da Varago di Maserada e altri come Mario Dall'Armi di Valdobbiadene, Bressan di Mestre ecc., impararono a fotografare al fronte e, una volta congedati, iniziarono a fotografare in proprio nei loro rispettivi paesi. In mancanza della fotografia, quante parole dovremmo spendere per descrivere compiutamente anche uno solo degli eventi rappresentati in queste immagini? Nel Veneto abbiamo la fortuna di avere a disposizione una straordinaria abbondanza di immagini relative alla Grande Guerra, purtroppo sparse in mille collezioni e cassetti: manca ancora quell'unità (o almeno un catalogo) che sola garantirebbe agli storici e ai giovani ricercatori, rapide consultazioni e risparmio di costi. E' un obiettivo da raggiungere.
Dott. Adriano Favaro (ex Direttore del F.A.S.T.)

 
 

Treviso, 11 maggio 2017

 

 

indice delle mostre del FAST


 
Fotografi pittorialisti nei fondi del FAST

Fotografi pittorialisti nei fondi del FAST

Fotografi pittorialisti nei fondi del FAST

FAST - Via Marchesan, 11/A - TREVISO

 
Ettore Bragaggia - Fotografo a Treviso

Ettore Bragaggia - Fotografo a Treviso

Ettore Bragaggia - Fotografo a Treviso

FAST - Foto Archivio Storico Trevigiano

Via Marchesan 11/A - Treviso

 
La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza nel Trevigiano

La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza nel Trevigiano

 La mostra è stata realizzata dalla Provincia di Treviso tramite il FAST
(Archivio Fotografico Storico della Provincia)
e in collaborazione con l'ISTRESCO
(Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca Trevigiana).
La mostra è composta da 76 pannelli,
con oltre 200 foto di grande valore documentario e testi didascalici.

 
Il Trevigiano tra le due Guerre

Il Trevigiano tra le due Guerre

 La mostra storico-fotografica su La Marca trevigiana fra le due Guerre segue temporalmente quelle dedicate all’emigrazione e alla Grande Guerra. Tutte assieme rientrano in un progetto articolato, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Treviso, volto ad aprire il dibattito sulla storia contemporanea della nostra Comunità, utile a comprenderne l’attuale identità plurima e plurivoca.

 
Fotografare la Grande Guerra

Fotografare la Grande Guerra

 La mostra, basata quasi esclusivamente sull’esposizione di stampe fotografiche originali dell’epoca, negativi su lastra di vetro, lastre stereografiche positive, ugualmente su vetro, attrezzature fotografiche originali, tra cui una rara camera oscura portatile, ha la dichiarata finalità di far conoscere il patrimonio di fotografie e attrezzature presenti nei fondi fotografici trevigiani e del Veneto risalenti all’epoca del conflitto mondiale, in particolare alla luce del recente incarico affidato dalla Regione al FAST al fine di salvaguardare e catalogare le fotografie relative alla Grande Guerra (il FAST ne custodisce 1200) e presenti nelle province di Treviso, Belluno, Vicenza.

 
L'emigrazione Trevigiana e Veneta nel Mondo

L'emigrazione Trevigiana e Veneta nel Mondo

  in collaborazione con
Regione del Veneto
Comune di Vittorio Veneto
Comune di Treviso

e con
ISTRESCO - Treviso
Provveditorato agli Studi di Treviso
ADREV - Venezia
Trevisani nel Mondo - Treviso

 
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE NEL TREVIGIANO

ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE NEL TREVIGIANO

Un' iniziativa su un tema di grande interesse a memoria non era mai stato affrontato prima da una pubblica amministrazione nel territorio trevigiano.

L'interesse suscitato dall'iniziativa negli studenti universitari, storici, architetti è stato notevole e sono immediatamente giunte numerose le richieste di consultazione dei Fondo in costituzione.

 
 
 
 
 
 
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